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Nota della Cgil: “La Asl di Brindisi deve intervenire, aggredendo l’emergenza sanitaria per verificare quali siano state le criticità”.

Il nuovo focolaio di coronavirus che si è sviluppato negli ultimi giorni 30 giorni nella struttura di riabilitazione “San Raffaele” di Ceglie Messapica, al momento tra ospiti e operatori si contano circa 20 contagi, “desta molta preoccupazione, anche perché la catena di contagio è piuttosto ampia. Inoltre, dei circa 80 ricoverati ne sono rimasti poco di più di una trentina”, spiega la Cgil in una nota a firma del segretario generale Antonio Macchia.

Prosegue la nota: “Tale reiterato scenario epidemiologico, caratterizzato dal diffondersi dell’epidemia, rende necessario mettere in atto adeguate misure di contenimento e contestualmente avviare un processo di rivisitazione del modello gestionale/organizzativo, nell’ottica di garantire la sicurezza dei pazienti e dei lavoratori in merito all’emergenza Covid-19. E’ importante innanzitutto capire in che modo il virus, ancora una volta, abbia potuto spandersi nella struttura riabilitativa e soprattutto verificare se sono state predisposte le misure di prevenzione e contrasto al Covid, in particolare se sono stati posti in essere alcuni rischi valutativi di interesse: l’analisi dei processi organizzativi; il rischio di contagio connesso alla particolare attività assistenziale; il rispetto dei protocolli di sicurezza; l’adeguamento dei dispositivi di sicurezza; la congruità della dotazione organica; se esistono e/o vengono rispettati percorsi differenziati”.

Infine, la richiesta della Cgil: “Pertanto, si chiede alla Asl di Brindisi di voler tempestivamente intervenire, aggredendo l’emergenza sanitaria per verificare quali siano state le criticità che hanno determinato un nuovo focolaio da Covid 19 e soprattutto per elaborare un fattivo piano organizzativo per evitare il ripetersi di quanto accaduto, i cui effetti hanno una pluralità di conseguenze su tutto il territorio”.