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Casa San Raffaele a Ceglie Messapica, anoressia e Centro Dopo di Noi a Lecce all’attenzione della commissione consiliare sanità.

Vaccinazioni anti covid per i degenti nella Fondazione San Raffaele a Ceglie Messapica, la creazione in Puglia di una struttura di cura dei disturbi alimentari e la continuità assistenziale della Comunità “Dopo di Noi” a Lecce: sono i temi affrontati dalla terza commissione (sanità e servizi sociali) del Consiglio regionale nella seduta convocata dal presidente Mauro Vizzino.

La prima audizione, richiesta dai consiglieri Luigi Caroli e Renato Perrini, ha riguardato la vaccinazione dei ricoverati per terapie riabilitative presso la Fondazione San Raffaele, a Ceglie Messapica. Si è appreso che il secondo focolaio nella struttura non è dipeso dalla mancata copertura vaccinale dei pazienti. Il direttore generale dell’Asl Brindisi. Giuseppe Pasqualone. ha negato un nesso di causalità con la circolazione del virus e ha ribadito la disponibilità a procedere alla vaccinazione caso per caso, ove si verifichino le condizioni cliniche necessarie. Per l’inoculazione agli ospedalizzati, come ha ricordato l’assessore regionale alla sanità Pierluigi Lopalco, vanno valutate le condizioni individuali e una controindicazione è certamente la presenza di uno stato febbrile. Il San Raffaele di Ceglie Messapica è un presidio ospedaliero e l’utilità dei vaccini in una struttura ospedaliera deve rispettare i protocolli.
I richiedenti dell’audizione, Caroli e Perrini, che si sono fatti portavoce delle istanze dei familiari dei pazienti.

Un appello ad aprire in Puglia centri idonei al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare – i casi sono in rapida crescita, anche in età pediatrica – è stato rivolto dal capogruppo della Puglia Domani Paolo Pagliaro agli assessori regionali alla sanità e al welfare. La mancanza di strutture residenziali pubbliche per la cura di patologie che si riassumono nella sigla DCA e aggrediscono l’organismo e la psiche dei pazienti, costringe la sanità regionale a ricoveri inappropriati presso reparti regionali di medicina interna, psichiatrica o pediatrica. Nei casi più seri le famiglie non possono che ricorrere alla mobilità extraregionale e la Regione versa dai 250 ai 350 euro al giorno per il ricovero di ogni paziente fuori dalla Puglia. La richiesta di Pagliaro, rilanciata dai rappresentanti delle associazioni, è di creare centri residenziali che accolgano i pazienti più seri, accanto a strutture ambulatoriali per i casi meno gravi.

Riflessioni accolte dagli assessori Barone e Lopalco. Nel confermare l’attenzione, hanno assicurato che la sanità pugliese fa la sua parte, prestando assistenza nelle strutture ospedaliere, grazie all’impegno di operatori di alto livello. I centri specializzati sono solo una decina in Italia: un percorso in Puglia è stato attivato, a breve potrà essere fornito un crono programma dei tempi di realizzazione.

Scongiurata a Lecce la chiusura del Centro diurno socio-riabilitativo per disabili gravi “Dopo di Noi”. L’Amministrazione comunale ha comunicato che non va considerata tassativa la scadenza 15 giugno della convenzione con la Cooperativa Pam di Taranto e ch’è stato avviato un percorso che porterà ad affidare la gestione ad ISPE, azienda di servizi alla persona partecipata dal Comune. Si sta cercando di contemperare le diverse esigenze, per garantire la continuità assistenziale e lavorativa. Le notizie sono state fornite nell’audizione richiesta dal consigliere regionale Antonio Gabellone, che aveva sollevato il problema della cessazione delle attività del Centro, per lo scadere della convenzione e la mancanza di requisiti delle strutture, da adeguare alle norme sopravvenute.

La Comunità è operativa da nove anni e assiste 14 persone diversamente abili, occupando una ventina di operatori socio sanitari. La cessazione, ha osservato Gabellone, metterebbe in gravi difficoltà le famiglie, lascerebbe il personale senza lavoro e abbandonerebbe a se stessi soggetti che hanno trovato nel centro una seconda casa.