palazzo di giustizia
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Il trentaseienne di Ceglie Messapica nel 2018 era stato condannato a 5 anni e mezzo di reclusione. Assolto in Appello perché il fatto non sussiste

Si è chiuso con l’assoluzione il processo d’Appello a carico del trentaseienne E.T., deejay di Ceglie Messapica, condannato ad ottobre 2018 a 5 anni e mezzo di reclusione per una violenza sessuale ai danni di una giovane cubista.

La Corte d’Appello di Lecce, presieduta da Domenico Cucchiara, ha ribaltato la sentenza di primo grado, che aveva condannato il giovane per un presunto stupro, risalente il 26 ottobre del 2013 e avvenuto nei bagni di uno dei locali della movida di Lecce, approfittando del fatto che la donna si trovasse in uno stato di semicoscienza perché a suo dire ubriaca.

Stando alla versione dell’imputato, difeso dagli avvocati Augusto e Domenico Maria Conte, il rapporto sarebbe stato invece consenziente, come testimoniato in aula da un’altra giovane cubista presente quella sera, alla quale la presunta vittima aveva manifestato il suo apprezzamento per quel rapporto fugace nel bagno del locale.

Le motivazioni dell’Appello, inoltre, si incentravano sul certificato redatto al pronto soccorso dove la giovane fu visitata in seguito ad un malore, in cui il medico aveva annotato – su indicazione della ragazza – che la stessa aveva riferito di avere avuto un rapporto consenziente. Nonché sulle versioni contrastanti fornite dalla presunta vittima, assistito dall’avvocato Fabrizio Pellegrino, poi smentite nel corso del processo. Le motivazioni della sentenza, che ha sancito la fine dell’incubo giudiziario per il giovane dj, saranno depositate entro 90 giorni.