Sui social e sui balconi delle abitazioni un “grido” di speranza: un arcobaleno che ci aiuta a ricordare che presto finirà tutto e si ritornerà alla normalità.

 

Dopo la pioggia c’è sempre il sereno, e dopo un temporale si può osservare la luce del Sole che attraversa le gocce d’acqua rimaste in sospensione nell’aria sino a formare un arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto.

Fin dall’antichità l’arcobaleno è sempre stato considerato un fenomeno atmosferico affascinante; nella Bibbia, ad esempio, l’arcobaleno è un simbolo del Patto di alleanza tra Dio e l’uomo, in quanto dopo il diluvio universale, fu la promessa di Dio a Noè che non avrebbe mai più inondato Terra. Per la filosofia buddista, l’arcobaleno invece è la scala con la quale Buddha ridiscende dal cielo mentre in Cina l’insieme dei colori dell’arcobaleno rappresenta l’unione dello yin e dello yang, l’armonia dell’universo e della sua fecondità.

Ai tempi del COVID-19, invece è un grido di speranza. Tutti i colori dell’arcobaleno che si riversano in cartelloni su cui i bambini dipingono un “Andrà tutto bene” carico di gioia e di speranza. Un gesto che tiene occupata la mente di chi lo fa e che regala un sorriso a chi lo guarda, un invito a sentirsi meno straniti e scoraggiati e che ci ricorda come, dopo questo duro periodo, tutto finirà e tornerà alla normalità.

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