Un personal computer e una canzone di auguri per il compleanno di un bimbo. Sono questi i gesti che danno speranza. E’ il tempo della gentilezza, solo così andrà tutto bene.

Di Mariagrazia Bruno

Su quasi tutti i balconi ci sono arcobaleni colorati, disegni e manine di bambini che ci indicano che “andrà tutto bene”. E’ il tempo della gentilezza questo.
Sono momenti difficili per tutti e da qualche giorno tutti abbiamo dovuto reinventarci e non abbatterci per poter andare avanti a causa di un virus che sta modificando letteralmente il nostro modo di vivere. I negozi sono chiusi, i bambini sono a casa, ma devono studiare lo stesso, non si può uscire se non per necessità o per andare a lavoro.

In questo momento in cui però arrivano costantemente solo notizie negative sulla diffusione del virus, arrivano però storie di gentilezza, bontà e senso di appartenenza.
Se da un lato i commercianti hanno attivato un servizio gratuito di consegna spesa e i volontari si prodigano per la consegna spesa e medicinali, è dai cittadini che arrivano i più bei gesti di solidarietà.

Maurizio qualche giorno fa sulla sua pagina social ha fatto un post di ringraziamento a suo figlio, sedicenne, al terzo anno del liceo scientifico e con tanti compiti da fare al pc, che non ha esitato “senza sè e senza ma” a dare il proprio personal computer al papà per potergli permettere di continuare a lavorare. “Non è proprio scontato che un ragazzo di 16 anni possa fare un gesto del genere“- scrive l’uomo nel suo post.

Un gesto che sicuramente non è passato inosservato al gruppo di amici di Maurizio, i ragazzi del “Camminando Camminando”, che tre sere a settimana si riuniscono per camminare all’aria aperta. Un gruppo numeroso di persone, di amici, che condividono camminata, serate spensierate e progetti legati alla beneficenza.
“Mi son permesso di fare un post su Facebook- scrive in un altro post Maurizio- per sottolineare solo ed esclusivamente il bellissimo gesto di mio figlio. Oggi mi ha chiamato Martino (organizzatore del Camminando Camminando) e mi ha chiesto di scendere giù…l’ ho aspettato davanti al portone e l’ho visto arrivare con una busta grande”.

Nella busta che il gruppo ha regalato al compagno di avventure c’è un personal computer. Un gesto di “Una bontà imbarazzante” (così lo definisce Maurizio) che ci ricorda che in questo tempo in cui diamo tutto per scontato, e ci mancano alcune certezze fondamentali è dalla propria famiglia e dai propri amici che si deve trarre la forza di andare avanti e di resistere.

Un altro bel gesto invece è la sorpresa fatta ad Alessandro, un piccolo bimbo che oggi ha spento le sue candeline, in casa, circondato dall’amore di mamma, papà e del fratellino. Per non lasciarlo solo in questo giorno così importante gli amici che abitano nella sua stessa via hanno appeso cartelloni di auguri e affacciati ai balconi delle proprie abitazioni e hanno intonato gli auguri.

Grazie. Grazie perchè in questi momenti duri date speranza a tutti. Andrà tutto bene, ma restiamo a casa.

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