Luigi Caroli: “Prelievo in deroga della specie Storno”.

Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1331 del 07/08/2020 e con Determinazione del Dirigente della Sezione Gestione Sostenibile e Tutela delle Risorse Forestali e Naturali n. 437 del 19/10/2020 “DGR n. 1331/2020, la Regione Puglia ha autorizzato il prelievo in deroga della specie “storno”.

Come dimostra la ricerca sul monitoraggio della specie “storno” e relativa stima dei danni alle colture agricole, elaborata dal Dipartimento di scienze Agro-Ambientali e Territoriali dell’Università degli Studi di Bari, in determinate aree del territorio della Regione Puglia sono presenti rilevanti produzioni agricole e in particolar modo olivicole e orticole, alle quali lo “storno” procura danni qualitativi e quantitativi.

E proprio nel periodo in cui le principali colture a rischio (olivicole e orticole) sono maggiormente suscettibili di danneggiamento, la popolazione della citata specie risulta particolarmente numerosa, in quanto interessata dalla presenza di individui, soprattutto svernanti (migratori), che si aggiungono alla frazione nidificante stanziale.

Pertanto, considerata attualmente la mancanza di altre soluzioni, il prelievo in deroga della specie “storno” risulta essere la modalità più efficace per contrastare il predetto fenomeno.
Il provvedimento in questione, approvato dalla Giunta Regionale, regolamenta tale pratica nell’area “Piana olivetata litoranea tra le province di Bari e Brindisi”, che da prescrizione contenuta nell’Atto Dirigenziale, corrisponde ai territori già destinati alla caccia programmata ricadenti nei comuni di Polignano a Mare, Castellana Grotte, Monopoli, Alberobello, Locorotondo, Fasano, Cisternino, Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, Mesagne e Brindisi, con limiti quantitativi di massimo prelievo pari a 8.000 unità e un massimo di 200 operatori da autorizzare attraverso la richiesta di rilascio del tesserino regionale nel termine previsto del 29 ottobre 2020.

Considerata la positiva e puntale disciplina di questo tipo di caccia nei comuni summenzionati, tra i quali risultano annoverate non solo le città poste sul tratto di costa preso in considerazione ma anche realtà dell’entroterra Sud-Barese e del Brindisino, si chiede al Governo Regionale di considerare l’immediata estensione del provvedimento alle restanti cittadine della Provincia di Brindisi escluse dalla disciplina dell’atto dirigenziale, in quanto ugualmente caratterizzate da colture olivicole. Comuni come Ceglie Messapica, San Michele Salentino, Villa Castelli, nonostante siano territori paesaggisticamente simili a quelli identificati come “piana olivetata”, rischiano di subire ulteriori danni agli uliveti presenti, già compromessi dall’avanzamento della Xylella. Brindisi e la sua Provincia nell’interezza, le cui terre sono ampiamente e storicamente caratterizzate dalla presenza di tali colture, merita di essere coinvolta dal provvedimento, senza l’esclusione di nessun Comune. Un territorio ormai messo a dura prova dal batterio causa della Xylella, non può subire ulteriori castighi provocati da una non corretta individuazione dei territori olivetati.

Concedere il prelievo in deroga della specie “storno” anche alle realtà territoriali escluse ma caratterizzate anch’esse dalla coltivazione degli ulivi, è una scelta di tutela dell’ambiente e del nostro patrimonio paesaggistico. Senza dimenticare che, attraverso tale decisione, si riuscirebbe ad aumentare l’area destinata a tale tipologia di caccia e di conseguenza il numero di operatori autorizzati a praticarla.

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