A “Linea Verde” quel trullo pieno di tracce di antichissimi mari

trullo selce ceglie
trullo selce ceglie

La popolare trasmissione di Rai Uno, farà tappa nei siti preistorici di contrada Donna Lucrezia e alla cripta di San Michele Arcangelo.

Sarà l’associazione Speleocem di Ceglie Messapica, che si occupa di ricerche e osservazioni archeologiche, paleontologiche e geologiche nel ricco territorio carsico della città collinare a fare da guida domani domenica 14 gennaio alla troupe di Linea Verde, la popolare trasmissione di Rai Uno, che farà tappa nei siti preistorici di contrada Donna Lucrezia e alla cripta di San Michele Arcangelo (che si trova a due chilometri da Ceglie in prossimità provinciale per Francavilla Fontana.

Ma la scoperta che Speleocem ha voluto riservare agli spettatori della trasmissione è un trullo di contrada Donna Lucrezia realizzato in parte con blocchi di selce ricchi di arnioni, cioè cavità formatesi nei blocchi silicei a causa di bolle di gas poi cristallizzatisi, o di materie organiche come fossili. E infatti, in una delle foto inviateci da Speleocem, è evidente la presenza di un pesce teleosteo che nuotava in acque di ere geologiche lontanissime, quando l’attuale territorio collinare brindisino era un fondale marino.

E’ già noto che in contrada Donna Lucrezia vi fosse nel Paleolitico una fabbrica di selci, materiale che può essere sia di derivazione organica (antichissimi depositi di micro-organismi marini) che dovuta ad accumuli di silice, ma comunque lavorabile facilmente in sfoglie affilate e atte a fornire utensili agli aggregati umani composti prevalentemente da cacciatori e raccoglitori.

Chi ha costruito il trullo che sarà mostrato nel corso della puntata di Linea Verde di domenica 14 gennaio 2018 ha dunque utilizzato, sia nelle mura perimetrali che nel cono, osserva Vito Amico di Speleocem, numerosi blocchi con arnioni, facendo inconsapevolmente del manufatto un’opera di un rilevante valore geologico e paleontologico per i materiali di cui è formato.

“Era un pomeriggio di novembre, il giorno 22 con precisione, quando una inaspettata e quanto mai gradita telefonata mi sopraggiunse dalla redazione di Linea Verde. Il dottor Paolo Spirito, infatti, era venuto a conoscenza dell’operato e dell’attività dell’associazione sul territorio (scoperte, ricerche e osservazioni) e, pertanto, mi palesò la volontà di una passeggiata esplorativa e conoscitiva nell’agro cegliese. Così è accaduto”, racconta Vito Amico.

“Il giorno fissato (per la registrazione della puntata, ndr) ho avuto la fortuna di incontrare uomini  curiosi ed appassionati alla ricerca delle meraviglie nascoste quali Dario De Gennaro , Daniele Carminati, Domenico Convertino e Antonio Conserva. E’ stato così che il nostro viaggio ha preso avvio per giungere, attraverso i nostri uliveti, al sito archeologico di Donna Lucrezia e nella Cripta San Michele”, spiega ancora Vito Amico.

“Il sito archeologico, come molti sapranno si connota per la presenza di scarti della lavorazione della selce, ma anche per la presenza di un trullo, che se non smentiti – anzi chiediamo, come associazione, un confronto con gli studiosi e con gli appassionati come noi – è l’unico per la sua peculiarità rappresentata da arnioni di selce nelle mura perimetrali dello stesso e nei suoi coni, annunciandone con questo articolo e anche dalle riprese della trasmissione Linea Verde, la scoperta”.

“Quindi non le pietre tipiche, ma noduli e arnioni di selce, di particolare fascino ed armonicamente incastonate con le altre, con striature di colore marrone, giallo rosso grigio e bianco. Un bene che deve essere tutelato – sottolinea Speleocem – per la sua unicità, che effettivamente è ben conservato e mantenuto, forse nella consapevolezza di chi lo possiede di poter godere di una rarità”. Speleocem ringrazia gli “uomini per bene” di Linea Verde “che hanno voluto fortemente che fosse la terra a parlare”.

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