TEATRO
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Mercoledì 17 aprile, a concludere la stagione sarà una prima regionale assoluta: “Metamorfosi: Indistinto racconto” produzione di ArmamaxaTeatro/PagineBiancheTeatro, la compagnia che “abita” il Teatro Comunale di Ceglie dal 2008, grazie al progetto Teatri Abitati.

Dopo aver registrato un largo consenso di pubblico, che ha confermato il valore delle scelte dell’Amministrazione Comunale e della qualità della programmazione del Teatro Pubblico Pugliese, cala il sipario sulla stagione di prosa del Teatro Comunale di Ceglie Messapica con una prima regionale assoluta: “Metamorfosi. Indistinto Racconto” di e con Gaetano Colella, Enrico Messina e Daria Paoletta della compagnia residente Armamaxa/PagineBIancheTeatro

Volge al termine la stagione di prosa del Teatro Comunale di Ceglie Messapica promossa dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese e Armamaxa Teatro: una stagione che ha visto alternarsi nomi della scena nazionale, come Emilio Solfrizzi, il Teatro delle Ariette, Michele La Ginestra e Massimo Wertmüller e nomi di artisti legati al territorio messapico Mirko Lodedo, Enrico Messina, Daria Paletta, Gaetano Colella. Una stagione che, con uno spettacolo ancora in cartellone Mercoledì 17 Aprile, ha confermato il successo dello scorso anno registrando già ben 5 sold-out e che è riuscita, da gennaio sino a marzo, ad attirare spettatori provenienti non solo da Ceglie ma anche dai Comuni delle province limitrofe di Brindisi, Taranto e Bari.

Il Teatro Comunale di Ceglie Messapica rinsalda dunque la sua posizione di “polo di eccellenza” nel panorama teatrale pugliese con una programmazione assai variegata destinata a tutte le fasce di pubblico, da quello della prosa a quello delle famiglie e delle scuole, grazie alla intensa attività della Residenza di Armamaxa/PagineBiancheTeatro in costante e proficua sinergia con il lavoro dell’Assessore alla Cultura Antonello Laveneziana e con l’Amministrazione Comunale del Sindaco Luigi Caroli.

Una produzione ambiziosa destinata al pubblico serale che, dopo il fortunato debutto Nazionale al Teatro del Popolo di Castelfiorentino lo scorso 21 Marzo, arriva a Ceglie a chiudere il cammino iniziato due anni fa quando Enrico Messina, Daria Paoletta e Gaetano Colella hanno deciso di immergersi nel capolavoro letterario di Ovidio. Una produzione che ha letteralmente attraversato tutta la penisola: realizzata interamente nel Teatro Comunale di Ceglie Messapica, ha trovato il sostegno di due Residenze Teatrali toscane – GialloMare di Empoli e Catalyst di Barberino di Mugello – che hanno ospitato alcuni periodi di prova, e quello del Festival Internazionale di Narrazione di Arzo. E soprattutto il sostegno del pubblico che si è fatto carico di finanziare la ricerca e la produzione dello spettacolo.

“Metamorfosi è un piccolo straordinario esempio di economia sostenibile – racconta Enrico Messina, regista e direttore artistico del Teatro Comunale di Ceglie Messapica – perché il nostro lavoro ha incontrato il sostegno concreto, attivo, dei nostri spettatori e di alcuni artisti che hanno voluto condividere il nostro percorso donandoci la loro arte preziosa. Così il pubblico è diventato il primo “finanziatore” di questo progetto consentendo la realizzazione di un crowdfunding che ha costituito la pietra fondante di tutta la costruzione produttiva. In un tempo in cui è davvero tanto difficile “stare al mondo del teatro” senza doversi piegare al giogo di vincoli e pastoie burocratiche, al compromesso dei bandi, alle logiche consunte, logore e asfittiche del mercato, la realizzazione di questo progetto testimonia, al contrario, che invece si può fare teatro scegliendo il tempo lungo della ricerca, del rischio, il tempo dell’incertezza. Quell’incertezza così preziosa che sola può consentire all’arte di rivelare quell’indistinto confine che separa il divino e l’umano”.

“Metamorfosi: indistinto racconto” attraversa il testo di Ovidio con la libertà di “tradirlo” proprio nell’intento di narrarlo. L’amore di Aurora per Titone, la corsa di Fetonte sul carro del Sole, la discesa agli inferi di Orfeo, lo strazio di Atteone… Ciascuna di queste storie è un universo colmo di spunti capaci di raccontare come gli archetipi del mito siano sempre vivi in ogni società e in ogni epoca e di come la metamorfosi sia uno degli elementi vitali ed essenziali del teatro e della vita stessa. Ascoltando le Metamorfosi mai si smette di stupirsi: ogni volta si rinnova il riconoscimento di sé nel racconto del mito, tanto Ovidio ci accoglie nella trama che tesse, e continuamente col racconto ci scuote e ci costringe a guardarci dentro. Il racconto è dunque una dimora che il narratore e lo spettatore si ritrovano a condividere ed è il luogo in cui l’esperienza del mito si compie proprio nella relazione fra narratore e spettatore. I linguaggi della narrazione e del teatro, qui, si confondono e si fanno strumenti l’uno dell’altro: la parola si fa carico di evocare le immagini in una visione scenica geometrica e insieme surreale, in cui i piani si sovrappongono, si confondono e si dilatano per tornare a ritrovare le proprie radici nella “figura” in gommapiuma di un vecchio uomo che, legato profondamente alla terra cui appartiene, diventa anima e motore di un racconto che non bisogna fare spegnere mai, come si fa col fuoco.

L’appuntamento è per mercoledì 17 aprile, ore 21.00 (apertura porte h. 20.30), al Teatro Comunale di Ceglie Messapica.
Botteghino
Apertura: martedì 16 aprile (h 18 – 20) e mercoledì 17 aprile (dalle h 17)
Biglietto
Platea, intero € 15 / ridotto € 13
Galleria, intero € 12 / ridotto € 10
Info e prenotazioni: +39 389 2656069

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