Spegne i riflettori sulla città di Taranto la I Edizione del Festival dei Giochi, cominciata mercoledì 18 giugno.

Un’edizione davvero incredibile dove la spensieratezza e la felicità di grandi e piccini ha fatto da padrona in tutti i rioni, che il festival ha toccato colorando le strade dei quartieri: Paolo VI, Tamburi, Lama, Taranto centro. Purtroppo il maltempo di giovedì pomeriggio 19 settembre al quartiere Salinella ha fatto saltare l’appuntamento con bimbi che speravano spiovesse il prima possibile.

“Sono stati cinque giorni di festival intenso- ha commentato Mirko Lodedo presidente dell’Associazione Casarmonica – che hanno visto una città intera coinvolta, che hanno cercato di raccontare di come il gioco libero sia la cifra per una educazione umana che coinvolge, non solo i ragazzi, ma anche gli adulti. Numerosi sono stati i giovani che si sono interfacciati con le attività del Festival e che hanno preso parte a tutti giochi in programma.

L’obiettivo per noi resta quello di avvicinare grandi e piccini ai giochi di strada, quelli di una volta, quelli condivisi, e di allontanarli dal gioco d’azzardo. Noi siamo davvero soddisfatti”.
Oltre ai giochi tradizionali come le 5 pietre, la pista delle biglie, la trottola, la campana, lo Shangai gigante, il salto alla corda, i monopattini quest’anno s’è voluto concentrare i grandi giochi nel serale.

Dal biliardone umano, ai balli tradizionali, fino alla corsa con le botti in piazza Immacolata e al famigerato tiro alla fune che concludeva ogni serata all’insegna del divertimento collettivo.

«Un grazie particolare va a chi ha sposato fin dalla prima ora il nostro Festival – ha concluso Lodedo – all’amministrazione comunale e in particolare all’assessore Fabiano Marti che ci ha voluto fortemente a Taranto. Grazie a tutti per i sorrisi, per la condivisione, per la voglia di giocare. Grazie alle mamme, ai papà che si sono fatti in quattro per far giocare i loro figli e quegli degli altri, grazie ai bambini che hanno sudato con noi, ai nonni che non si sono tirati indietro nell’insegnarci a giocare ai giochi di una volta, ai preti che ci hanno accolto nelle loro parrocchie, alla protezione civile, ai vigili urbani, agli amministratori, ai consiglieri. Per noi è stato un onore giocare con voi. Se fate i bravi ci vediamo l’anno prossimo».

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