plasma iperimmune

Un infermiere della Fondazione San Raffaele e un cittadino di Cisternino hanno donato ieri plasma iperimmune nel Centro trasfusionale del Perrino

Un infermiere del presidio ospedaliero di riabilitazione della Fondazione San Raffaele di Ceglie Messapica e un cittadino di Cisternino hanno donato ieri il plasma iperimmune nel Centro trasfusionale del Perrino di Brindisi. I nuovi donatori si aggiungono al direttore del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale brindisino, Giuseppe Manca, e a un’infermiera di Pneumologia, Jole Giacomazza, che sono stati sottoposti a plasmaferesi nei giorni scorsi.

103796739 1993268864140762 3603299880104523229 oIl plasma iperimmune è il plasma dei pazienti che sono guariti dal Covid-19. Si chiama così per via degli anticorpi sviluppati durante il periodo di contagio del virus. Possono donarlo solo coloro che hanno un alto “titolo anticorpale”, cioè un livello elevato di anticorpi specifici utili a debellare il Coronavirus. La procedura di prelievo di plasma è per certi versi simile alla donazione di sangue: il prelievo avviene dalla vena del braccio con effetti collaterali scarsi o nulli per il donatore, che può tornare alla sua vita normale subito dopo la donazione.

“Finora – spiega Antonella Miccoli, responsabile vicario del Centro Trasfusionale del Perrino – abbiamo raccolto otto sacche di plasma di donatori selezionati attraverso il nostro screening settimanale dei

103951313 1993268770807438 6471435262943687884 o pazienti guariti dal Coronavirus, che rientra nel progetto sperimentale promosso dalla Regione Puglia, in collaborazione con l’Azienda ospedaliera – Università di Padova. Le provette con il sangue vengono spedite al laboratorio dell’ospedale di Padova che esamina il titolo degli anticorpi neutralizzanti anti-Sars-CoV-2: il 4 giugno ci hanno comunicato il risultato favorevole per questi due nuovi donatori. Questa mattina abbiamo inviato altri tre campioni e siamo in attesa dei risultati”.

 

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