Mimmo Arganese, ormai negativo, parla degli strascichi del Covid 19.

Di Mariagrazia Bruno

Mimmo Arganese lo si riconosce subito. Quando non è a lavoro o con la sua adorata moglie Antonella, è in giro con la sua Panda 750 ad occuparsi di Willy, Bobby e Jimmy, tre randagi protagonisti di numerose marachelle raccontate dallo stesso Mimmo sul suo canale Facebook
.
E’ impossibile non volergli bene: è un uomo buono, leale e sempre disponibile. Ha scoperto di essere positivo al Covid-19 il 19 marzo scorso, proprio all’inizio della conclamata diffusione di questo nuovo virus e a pochi giorni dalla chiusura totale del Paese.

Saputo della positività di Mimmo al Covid (si sa in Paese le chiacchiere girano veloci), tanti amici e conoscenti si sono stretti attorno a lui, facendo quasi a gara per essere d’aiuto. Durante i lunghi 46 giorni di chiusura in casa e di positività al Covid, Mimmo ha voluto più volte testimoniare gli effetti del virus: una lunga intervista e persino un collegamento sulla rete ammiraglia.”E’ una cosa brutta e io ci metto la faccia- ha detto Mimmo. Non bisogna abbassare la guardia! Il Covid non è una classica influenza e ve lo posso garantire; la notte mi sveglio ancora di soprassalto e con una paura che non so definire“.

Dopo 46 giorni per lui l’incubo è, più o meno, finito. E’ sì negativo ai tamponi, ma gli strascichi del Covid-19 fanno ancora capolino nella sua vita e per questo Mimmo non ha ancora ripreso a lavorare. Questa mattina proprio di questo ha parlato durante un intervento su La7 nella trasmissione condotta da Myrta Merlino (L’aria che tira).

Ho problemi polmonari, cardiologici, sono perennemente stanco, ho perso i capelli, mi si è abbassata la vista e ho spesso mal di testa – ha raccontato Mimmo con una voce in affanno. Mi sento come un cellulare che non funziona più bene. E’ come se la batteria, dopo l’uso, mi si scaricasse subito nonostante sia stata appena caricata“.

CLICCA QUI PER VEDERE l’intervento di Mimmo nella trasmissione “L’aria che tira”

 

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