Poliziotto ucciso dal figlio della moglie: nove colpi dopo una lite a cena

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Domenico Gatti era nato a Ceglie Messapica, per lavoro si era trasferito a Settimo Torinese: aveva 59 anni, era in pensione. In stato di fermo Christian Clemente, 26 anni: la Beretta usata per l’omicidio è risultata rubata.

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Ho sparato io, l’ho ucciso. Sono in auto”. Poche parole per confessare, in una telefonata ai carabinieri, di aver ammazzato a colpi di pistola il marito della madre: Domenico Gatti, poliziotto, era nato a Ceglie Messapica, e per lavoro si era trasferito a Settimo Torinese. Aveva 59 anni, di recente era andato in pensione.

L’omicidio
Con l’accusa di omicidio volontario aggravato è stato fermato Christian Clemente, 26 anni, figlio della donna che l’agente di polizia aveva conosciuto all’aeroporto di Caselle Torinese dove aveva prestato servizio e sposato a giugno 2016. Dopo quella breve chiamata nel cuore della notte tra sabato e domenica scorsi, il ragazzo non ha detto più nulla. E’ stato prima condotto in ospedale, poi in carcere, ad Ivrea, dove resta: il pubblico ministero Chiara Molinari ha chiesto la convalida con emissione dell’ordinanza di custodia cautelare.

Il movente
Stando a quanto ricostruito sino ad ora dai carabinieri, alla base dell’omicidio ci sarebbe stato un litigio tra l’agente che prestava servizio nella Polaria e il ragazzo, nel corso della cena organizzata dalla donna. I due avrebbero iniziato a discutere nel momento in cui Gatti ha chiesto a Clemente di trovare un lavoro. Il giovane avrebbe lasciato la casa dei coniugi per farvi ritorno dopo mezz’ora anticipando al telefono che sarebbe rientrato perché aveva dimenticato qualcosa.

Aveva una pistola. Una Beretta calibro 22, risultata rubata e per questo è accusato anche di ricettazione e porto abusivo di armi. Ha sparato, non appena Gatti gli ha aperto la porta. Nove colpi. Il poliziotto sarebbe riuscito a schivare il primo che si è conficcato nel muro dell’ingresso dell’appartamento, gli altri lo hanno raggiunto al torace uccidendolo.

La fuga e la telefonata
L’agente si è accasciato sul pavimento in un lago di sangue. Clemente è fuggito. A dare l’allarme, raccontando quello che era avvenuto, è stata la madre del giovane. Le ricerche sono partite subito. Nella notte Clemente ha chiamato i carabinieri, fornendo indicazioni sul luogo in cui si trovava. E’ stato trovato in corso Piemonte, ad angolo con via Schiapparelli, seduto in auto.

La pistola e la testimonianza della madre del giovane
La pistola è stata rinvenuta ieri mattina in via Tinivella, in un’aiuola. La donna è stata sentita come testimone. E’ ancora in stato di choc. Sabato sera aveva invitato a cena il ragazzo, figlio avuto da una relazione precedente. Il giovane vive con la nonna materna. A tavola il diverbio. Poi la reazione e i colpi di pistola, esplosi sul pianerottolo.

L’arresto precedente
Clemente, stando a quanto si apprende, soffrirebbe di disturbi della personalità. Nel 2012 era stato arestato con l’accusa di tentato omicidio: avrebbe cercato di uccidere un cittadino egiziano, dopo una lite con il ragazzo, scoppiata in un negozio. In quel caso usò una bottiglia di vetro rotta ed ebbe l’aiuto di un altro uomo.

Il poliziotto
La notizia dell’omicidio di Gatti è rimbalzata a Ceglie Messapica ieri, quando i notiziari hanno mandato in onda le foto del poliziotto. A Ceglie lo ricordano da ragazzo, Mimmo. Lo chiamavano così. Voleva fare il poliziotto. Ci era riuscito e aveva iniziato a godersi la pensione. Aveva anche trovato l’amore.

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