Ceglie Messapica, continua a perseguitare la moglie e i Carabinieri lo arrestano

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I Carabinieri della Stazione di Ceglie Messapica hanno tratto in arresto e collocato agli arresti domiciliari un 43enne cegliese, per atti persecutori commessi nei riguardi della ex moglie sua coetanea.

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L’uomo era già stato arrestato 15 giorni addietro in flagranza di reato per gli stessi reati, nella circostanza  i militari intervenuti constatavano che la donna fuori dall’abitazione versava in una crisi di pianto, tutta tremolante per via delle vessazioni attuate dall’uomo nei suoi confronti. Infatti le sue condizioni di salute apparivano critiche e pertanto è stata fatta accompagnare presso una struttura sanitaria con il personale del 118 per le opportune cure del caso.

Gli accertamenti effettuati dagli operanti hanno determinato che tra i due ex coniugi quella sera si sarebbe dovuto concretizzare un incontro chiarificatore, nel corso del quale la donna ha tentato in tutti i modi di dissuadere l’ex marito dal continuare a compiere azioni persecutorie nei suoi confronti poiché stava tentando di rifarsi una nuova vita.

Proprio tali argomentazioni avrebbero spinto l’uomo a proferire una serie di frasi minacciose nei confronti della donna, invitata ad abbandonare la  nuova relazione, che negli attimi di concitazione è stata morsa sul mento. Questa per liberarsi dalla presa lo ha spintonato con vigore. Tutto ciò è stato suffragato dai certificati medici rilasciati dai sanitari sul conto della donna la quale ha denunciato ai Carabinieri tutta una serie di episodi vessatori, minacce e messaggistica sui social network di cui è stata oggetto da parte dell’ex marito.

L’uomo successivamente all’arresto avvenuto in  flagranza di reato è stato scarcerato e sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa. Ha sin da subito  ripreso ad attuare nei confronti della donna tutta una serie di comportamenti persecutori  e vessatori. In sostanza ha violato in più circostanze e non in maniera episodica,  le  misure cautelari  del divieto di avvicinamento alla persona offesa e la prescrizione di non comunicare con la stessa, pedinandola  e tempestandola di telefonate.

Le vicende sono state segnalate dai Carabinieri all’Autorità Giudiziaria che ha sostituito le precedenti misure cautelari con il provvedimento maggiormente afflittivo degli arresti domiciliari.

Pertanto l’indagato è stato tratto in stato di arresto e condotto nella sua abitazione luogo di espiazione della misura, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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