On. Ciracì: «Dopo il mio esposto, revocato l’ennesimo atto irregolare del Comune di Ceglie. Situazione gravissima»

Oggi leggiamo che il nuovo funzionario, dottor Giuseppe Zurlo, che si è evidentemente subito “inserito” nell'ormai noto contesto amministrativo cegliese, ha revocato in autotutela questo suo atto su indicazione del segretario generale, probabilmente richiamato dagli organi di controllo. 

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Subito dopo la pubblicazione della determina numero 25 del 22 gennaio 2018, avevo fatto immediatamente notare le palesi irregolarità circa la nomina nella commissione per la selezione pubblica di un istruttore direttivo tecnico (architetto) dell’ingegner Michele Maurantonio, ex funzionario del Comune di Ceglie Messapica, ora in servizio in provincia di Bari, nonostante fosse gravato da un rinvio a giudizio (oltre che da procedimenti disciplinari) e fosse già stato presidente della precedente commissione la cui procedura di nomina era stata annullata dal Tar per via di altrettanto palesi irregolarità.

Oggi leggiamo che il nuovo funzionario, dottor Giuseppe Zurlo, che si è evidentemente subito “inserito” nell’ormai noto contesto amministrativo cegliese, ha revocato in autotutela questo suo atto su indicazione del segretario generale, probabilmente richiamato dagli organi di controllo.

Come sanno praticamente tutti, il Comune di Ceglie Messapica, a causa dell’operato del sindaco e della sua Giunta, del segretario generale e della “superficialità” amministrativa di qualche funzionario, è sotto la lente d’ingrandimento dell’Anticorruzione, della Guardia di finanza, delle Procure della Repubblica di Brindisi e presso la Corte dei conti, persino dell’Albo dei segretari generali. Infatti, in oltre tre anni – come evidenziato nella sua relazione dal dottor Raffaele Cantone, presidente Anac – sono state numerose e sistematiche le irregolarità amministrative.
Credo che, giunti a questo punto, sia lecito porsi delle domande: per quale motivo nominare quale componente di commissione un ex funzionario, per giunta non più in servizio nel Brindisino, rinviato a giudizio e nei cui confronti lo stesso Comune di Ceglie Messapica ha intrapreso azioni disciplinari? C’è, per caso, qualcuno che bisogna tenersi “buono”?

E poi: come mai il Comune di Ceglie Messapica non si costituisce parte civile nel processo penale a carico dell’ingegner Maurantonio, ma si offre anzi di pagargli pure il legale con i soldi di tutti noi cegliesi in un altro procedimento penale che lo vede coinvolto?

Qualcos’altro, poi, non quadra: la procedura oscura grazie alla quale la moglie del dottor Zurlo, mediante mobilità, è stata assunta proprio al Comune di Ceglie Messapica. Gli atti del procedimento sono stati firmati dallo stesso marito (nella sua qualità di Rup, poi sostituito).

Per quanto altro tempo ancora i cegliesi intendono sopportare lo sperpero di denaro pubblico legato alle quotidiane irregolarità del Comune di Ceglie Messapca? Per quanto tempo ancora dovremo sopportare violazioni di legge, illegittimità e sprezzo delle leggi dello Stato?

On. Dott. Nicola Ciracì (Noi con l’Italia – Udc) 

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