Campagna elettorale partita anche per Pietro Piccoli che in vista delle prossime amministrative presenta il suo programma; con lui scende in campo anche Angelo Giordano che parla del “Distretto Rurale”

Anche per Pietro Piccoli è partita la campagna elettorale in vista delle prossime amministrative. Al suo fianco Angelo Giordano, agronomo e candidato al consiglio comunale, che spiega cos’è un distretto rurale, uno dei punti al centro del programma di Piccoli.

“Un Distretto Rurale nasce grazie alla cooperazione pubblico/privato, dall’integrazione tra attività agricole ed altre attività locali nonché dalla produzione di beni e servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali. In definitiva il distretto rurale ci consentirà di creare economia mettendo a sistema le tante microscopiche realtà agricole. Quello che faremo gira attorno ad un nuovo modello agricolo che sulla scorta di quanto già fatto nel settore alberghiero noi chiamiamo agricoltura diffusa.

BREVI ESEMPI PRATICI DI QUELLO CHE FAREMO:
• coinvolgere le imprese attivando investimenti in grado di incidere nella crescita dell’intera filiera, migliorando il sistema in termini di innovazione tecnologica e dotazioni infrastrutturali per la trasformazione agroalimentare.
Il distretto, prevede la partecipazione attiva dei cittadini, consentirà di rafforzare la coesione sociale e la reciprocità, promuovere le filiere corte per i prodotti alimentari locali e realizzare un polo comunitario economicamente sostenibile.
• Istituire uno sportello permanente per il supporto ai cittadini:
a) nell’intercettazione e nell’accesso a risorse e incentivi finalizzati ad investimenti in tecnologie abilitanti e attività ad alto contenuto di innovazione a favore di operatori ed imprese locali, in particolare, nel settore agroalimentare;
a) nel supporto agli agricoltori nell’utilizzo delle tecnologie innovative e digitali per migliorare la produttività dei terreni in maniera sostenibile ed efficiente (es. agricoltura di precisione).
• Raccolta e informatizzazione dei dati relativi alle piante arboree presenti sul territorio al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio arboreo presente sul territorio con un particolare valore ecologico, botanico, culturale e paesaggistico.
• Trasformare i terreni abbandonati e sottoutilizzati in luoghi di aggregazione sociale e didattica.
• Creare un mercato digitale che favorisca il collocamento e la promozione dei prodotti e delle eccellenze locali sia all’interno che al di fuori del distretto rurale.
• Istituire uno sportello facilitatore per l’assistenza e il supporto tecnico nell’accesso ai sistemi digitali (registrazione al sistema, inserimento prodotti, etc.) da parte dei cittadini.
• Realizzare un mulino di comunità e piccoli laboratori artigianali agroalimentari e non interconnessi.
• Rilanciare un turismo eno-grastronomico attraverso il recupero e la valorizzazione dei beni materiali e immateriali della civiltà contadina che nel corso dei secoli hanno caratterizzato questo territorio. Ecomusei.
• Creare un marchio territoriale che possa dare valore alle produzioni locali e alle filiere corte.
• Tutelare il paesaggio agricolo, la biodiversità e l’identità rurale anche con la realizzazione di una banca del germoplasma e di un archivio digitale per custodire le varietà autoctone che a causa della globalizzazione rischiano l’estinzione.
• Realizzare un mercato contadino comunale e una comunità del cibo strettamente legati ai ristoratori e alla scuola di gastronomia. Agevolazioni agli operatori del settore ristorazione che s’impegneranno ad utilizzare in modo continuativo le produzioni locali.
• Promuovere, favorire e incentivare il ciclo integrato delle acque. Recupero delle fogge e dei bacini naturali.
• Incentivare l’utilizzo di una moneta complementare come strumento cooperativo per il rilancio dell’economia locale.
• Istituzione di luoghi e parchi ove le associazioni culturali possano contribuire attivamente fornendo “cultura” o meglio “culture”.
• Realizzazione di lombricompostaggio comunale opportunamente dimensionato per il riciclo dell’umido e sostanze organiche di scarto al fine di trasformare i rifiuti in risorsa.
• Realizzazione di un apiario di comunità.
• Recuperare le vecchie strutture e scuole campestri e renderle fruibili ad associazioni e gruppi organizzati per i loro incontri e attività. Es. libreria comune rurale diffusa
• Migliorare la vita nelle contrade con: Toponomastica, Luce da fonti rinnovabili e Aumento dei punti di raccolta per la differenziata”

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