Leonardo Saponaro, tra prove Guinness e disegni. L’intervista

Non solo la passione per le due ruote, ma viaggi e disegni nella vita di Leonardo Saponaro, il giovane 26enne che da domani proverà a conquistare il primato di pedalata su bici statica.

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A Ceglie si sente parlare di lui da più di due mesi, esattamente da quando è entrato nel calendario ufficiale delle prove Guinness World Record.

Di Mariagrazia Bruno.

A Ceglie si sente parlare di lui da più di due mesi, esattamente da quando è entrato nel calendario ufficiale delle prove Guinness World Record. E’ Leonardo Saponaro, 26 anni, e quella che inizierà domani non è la sua prima esperienza sulle due ruote. Sicuramente per lui sarà qualcosa di diverso, e su questo non vi è dubbio. Per prima cosa su di lui saranno puntati i riflettori, oltre che dell’intero paese anche di tutto il mondo. Leonardo in 13 giorni proverà a strappare a Jamie McDonald lo scettro di detentore mondiale del record (268h32’44”), pedalando nella bellissima cornice di Piazza Sant’Antonio. Per ogni ora di pedalata il giovane cegliese accumulerà cinque minuti di tempo che potrà sommare tra loro e che gestirà in base alle sue esigenze.

Leonardo SaponaroLeo non è nuovo ad esperienze sulle due ruote. Negli ultimi anni ha già abituato i suoi concittadini a imprese quasi impossibili. Nel 2015 ha girato l’Italia in solitaria in 10 giorni, per un totale di 2500 km, mentre l’anno successivo ha girato la Puglia in 22 ore per un totale di 600 km percorsi, accompagnato in questa sua pazzia dagli amici di WifiMultimedia, Mimmo, Lucia e la piccola Angelica.

Da domani invece ci sarà un’associazione per turno a tenere compagnia a Leo in quella che sarà la sua grande battaglia; ovviamente chiunque vorrà potrà fargli compagnia anche pedalando su una delle due bici messe di fianco a quella del GWR, e calcolando che in media bisognerà percorrere 20 km/h, per regolamento, per circa 6000 km Leo dovrebbe avere tanti compagni di viaggio.

Leo, come nasce la tua passione per le bici e il ciclismo?
La passione per le due ruote posso dire che è nata in maniera del tutto naturale; ho iniziato con le prime pedalate così come fanno tutti: in estate ho scoperto in garage una bici e di lì è partito tutto. Ben presto però, mi sono accorto che le classiche scampagnate in bici con gli amici non mi bastavano più. Nell’attesa che gli altri si riunissero, per ammazzare il tempo ho iniziato a fare dei giri da solo, ogni volta aumentando i km. Un amico, poi, quello che possiamo definire in modo simpatico “spia” ha detto ai miei genitori di questa mia passione e finalmente mi sono iscritto alla mia prima società ciclistica e da lì la passione si è trasformata in competizione agonistica”.

Come riesci a conciliare l’amore per la bici con i normali impegni di un ragazzo della tua età e il rapporto con gli amici?
“Conciliare tutto in realtà non è difficile. Se si vuole qualcosa si può fare tutto. Le passioni, indipendentemente da quali siano, rappresentano una sorta di bisogno, quindi fino a quando si ha necessità di qualcosa il tempo lo si trova sempre. Quasi tutti i miei amici sono accumunati dalla passione per il calcio, e come è normale che sia, fanno gruppo tra loro. Alcuni però hanno voluto provare a capire e comprendere questa mia passione e devo ammettere che non è stato difficile farli appassionare alle due ruote diventando persino partecipi ai miei impegni. Piano piano hanno poi capito che per me questo sport non è sacrificio e né rinuncia, e qualche volte hanno persino provato ad accompagnarmi in questa mia follia, ovviamente con scarsi risultati”.

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Normalmente gli sport richiedono che l’atleta presti una particolare attenzione alla forma fisica e all’alimentazione, vale anche per te?
“Chi fa sport ad un livello agonistico ha bisogno di seguire una determinata dieta, soprattutto in vista di una determinata prestazione fisica e in maniera precisa. In realtà queste sono cose che non mi appartengono, in quanto il ciclismo è uno di quegli sport in cui bisogna avere parecchio carburante in corpo; ovviamente non sto dicendo che bisogna abbuffarsi di cibo, ma il fatto che si consumino parecchie calorie necessita di altrettanta attenta integrazione. Insomma bisogna mangiare il giusto e bene, perchè senza carburante le gambe non pedalano”

Durante questa prova che potrà valerti il titolo di Guinness World Record, accumulerai 5 minuti per ogni ora di pedalata. Come le gestirai queste pause?
“Ho provato in realtà fare un piano, ma alla fine sarà tutto basato sulle mie sensazioni. Le prime ventiquattro ore le farò spedite senza fermarmi e poi vedrò se riuscirò a non farlo per le successive 24 o quanto meno dodici ore. Quando subentrerà la stanchezza e soprattutto la mancanza di sonno mi causerà degli sbalzi d’umore non indifferenti penso che opterò per dei riposi brevi ma frequenti. ”

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Durante questi 13 giorni sarai affiancato e supportato da vari amici e associazioni. Come ti è sembrato che gli altri abbiano accolto questa tua prova?
“Prima che mettessi in moto la macchina organizzativa di quest’evento, feci una sorta di premonizione. Avevo immaginato che quest’evento avrebbe mostrato le cose per quelle che sono: c’è chi si è rimboccato le macchine, chi ha solamente intralciato i “piani” e c’è chi ci crede quasi più di me. Mi auguro che siano proprio queste a farmi compagnia in piazza, spronandomi, insultandomi quando serve e magari dandomi un abbraccio nonostante la maglia sudata”.

Cosa ti aspetti da questa prova?
“Negli ultimi anni mi sono posto degli obiettivi che ho sempre raggiunto, e quindi le aspettative sono alte. Questa è una prova che con il ciclismo non ha nulla a che fare e ho scelto consapevolmente di abbandonare per il momento le mie sicurezze: non sarà una prova basata su km da percorrere, non ci sarà l’altimetria di mezzo, ma solo un regolamento a cui fare fede”.

Passata quest’esperienza inizierai a pensare alle vacanze o hai in mente qualche altro progetto?
“Per ora sono concentrato su questa prova. Non so se considerarla come punto di partenza o come una piccola parentesi, sono molto legato al ciclismo e non mi va di abbandonare questa mia grande passione. Tempo poi di organizzarmi, una volta che mi sarò soprattutto riposato, e vorrei partire, , non so se in bici o come un comune mortale, per girare un po’ l’Italia e l’Europa. Mi piacerebbe organizzare anche qualche mostra visto che oltre alle bici c’è altro nella mia vita. Mi piace molto dipingere e quando ho tempo ne approfitto per dedicarmi a questa mia passione, anzi vi invito a vedere tutto quello che mi riguarda sul mio sito puntiniart.com”.

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